
Dunque, se caro lettore sei alle righe finora scritte, starai pensando idealmente di fuggire? Da qualcosa, di non ammettere qualcosa, di conservare ricordi invisibili ma crudeli al contempo?
Credi che la scelta di provare non comporti una distorsione emozionale? Nulla di più saggio v’è che inseguire la propria indole animale. Un azzardo non comune, un’ipotesi inusuale che permea il fuggitivo solo a se stesso quando non pensa a domani, semplicemente perché non dimentica il presente più futile.
Giri di parole costruiti d’improvviso che da riso viaggiano fra le nebbie della sera, quello che un attimo prima ti colorava di strascichi stellari ha perso di forza ennesima.
Ma tu ne chiedi ancora, e ancora. Anche di te che non riesci piĂą a parlare, di te che appari conosciuto fin dai tempi a quel futuro prospetto e spesso definito maledetto.
Raccontati, parlati. Non solo a volte fa bene. Indagare l’identità delle cose svela minime concezioni del tutto e in un tutt’uno riaccende con uno scoppio la forma quindi lontana.
Scalando distese e piani, contrariamente alle eguaglianze e alle corrispondenze fa si che risuoni musica nuova senza note né spartiti. Indaga differenti profili, abbracciali anche senz’amore perché c’è dato spesso coronare senza, respirerai un odio profumato di vita concretamente quotidiana, dall’alba d’un giorno malsano che di tramonto non ha mai dormito.
Invece, a far questo ci dilettiamo quando in coscienza agiamo, ma il motivo non è l’impossibile né tanto meno puoi sospettarlo. Quindi uno studio netto della Terra può riuscire!
Quel luogo in gioventù vivo, fatto di sogni e desideri arditi e ardenti. Sforza la mente e libera il cuore giacché starai arrivando là dove non vi sarà dolore ma sensibile presenza fra se stessi e ciò che v’è intorno a noi.
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