sui “sognatori e gli arrivisti”

sognatori ed arrivisti

Totò parlava di “uomini e caporali” in tal modo:

L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali.
La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza.
Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.
I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque.
Dunque dottore ha capito? Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengono, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera!

Carlo Michelstaedter invece parlava di “persuasi e rettorici”:

I due termini rappresentano non solo un’alternativa etico-esistenziale: vivere in modo rettorico significa infatti optare per un’esistenza inautentica, caratterizzata dal fatidico sintagma bisogno e soddisfazione del medesimo, soddisfazione che a sua volta innesca la necessitĂ  di un altro bisogno ugualmente da soddisfare. E così all’infinito, in una sorta di spirale che non ha fine e che soprattutto non porta da nessuna parte. L’individuo rettorico infatti non riconosce che la sua natura è ontologicamente deficiente e quindi sempre bisognosa di trovare la propria essenza in qualcosa fuori da sĂ©, che erroneamente egli tenta di ottenere realizzando ciò che al momento non possiede, sempre proteso verso un tempo al di lĂ  da venire, mai ben definito.

Per converso, l’uomo persuaso è colui che non soggiace alle lusinghe della vita mondana, contraddistinta appunto dall’illusione di poter rendere felice l’individuo semplicemente soddisfacendo via via tutto ciò che egli ritiene indispensabile per il suo quieto vivere. Il persuaso vive totalmente nel presente, non preoccupandosi affatto nĂ© di ciò che è stato nĂ© tantomeno di ciò che sarĂ .

Io, umilmente, di “sognatori ed arrivisti”:

Considerare il rapporto uno ad uno come scambio di ideali fondamentali dell’esistenza temporanea è un sogno. Sognatore non è colui che racconta di quanto apparsogli nel sonno, di quanto brami in lui/lei il desiderio di realizzare. Il sognatore vero è colui/ei che crede nella presenza in questa parte d’universo di esseri che non temono l’apertura, la sincerità ed il confronto perchè stimolati da una pulsione sociale profonda.

L’arrivista è esattamente l’opposto, chi col suo essere materiale ed ego-diretto schiaccia senza alcuna riflessione gli altri, temendo di essere scoperto perchè in difetto, non certo per gli atti che compie, ma per come li compie, tentando assiduamente un’alternativa incorretta al viso altrui.

Popularity: 58% [?]

Lascia un commento

Nome: (Required)

E-mail: (Required)

Website:

Comment: