Un bell’esempio di rispetto per la TERRA

 

La città a emissioni zero

(21 gennaio 2008)

Gli Emirati Arabi, primo produttore di idrocarburi al mondo, lancia Masdar, una metropoli ecologica, senza auto, tutta a energia solare

 

In questo video, la presentazione dell’iniziativa da parte dell’architetto inglese Lord Norman Foster

Masdar sarà un mix di passato e futuro: strade strette, case basse, ma anche taxi su rotaie senza guidatore e tre livelli di traffico

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trattato sull’espressione e l’esistenza – VII

 

 

 

Come modesti immigrati s’una Terra immaginaria.

Allora il sentiero s’amplierebbe.

Grande sarebbe una strada alberata senza alcuna fermata obbligata. È il ritratto d’una personalità. Un classico? Pieno di sogni, speranze e desideri, ma come tante persone compassionevoli e non comuni di stremi estrazioni circostanti ha sanato le sue giornate, divenendo insensibile.

Eppure, io.

Era uno normale per tutti quelli che l’osservavano, ma dove vive la normalità? Gli è forse concesso d’essere attraverso un agire penetrativo e costante movimento poco appariscente?

Già! Proprio grazie alla sua gradualità vive di maggior completezza. Non tutto sta nell’assecondare la correttezza delle scelte che si fanno, tanto da drogarne la mente, staccarla dal corpo, farla vivere su d’un livello superiore sin che accetti che è così.

Il tentare ennesimo è difficile in quanto azione successiva e cumulata ma è solo un secondo atto d’un melodramma rivelato senza pubblico in platea, al quale tutti dal loro piedistallo comunque applaudono perché è un atto giusto.

Sei ora frastornato? Picchia dentro? Ti conquista e ci ricaschi?

Significa che stai vivendo e gustando della tua accettazione fondata sull’adesione a credenze e modi di vivere particolari. Sei quindi figlio di una società che nelle sue viscere macina cammino grazie all’interpretazione opposta dei suoi propri valori? La tua società-madre mi pare sia costantemente in opera di convinzione verso i suoi figli, cercando di imporre il metro di giudizio ideale col quale ogni persona dovrebbe in ultima istanza giudicare la correttezza o meno d’ogni cosa.

Come riuscirebbe quindi a proclamarsi società libera una società che vive di liberismo – elemento che allo stesso tempo è anche il suo più umile fardello – giacché non le consente di porre limite alle idee anche sbagliate? Il fatto meno astratto è che viviamo una nostra indole, di cui non osiamo fregiarci, una particolare ansia di proselitismo che ci conduce alla comunione rispettosi della voglia sociale che ci caratterizza. Condizionati dall’estrazione prolissa di peregrine crioterapie finte, perché giocate senza passione e soltanto con l’obiettivo d’un aumento del proprio conto.

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sulla curiosità di sapere…

 

La volontà di sapere, che con la sua forza organizzatrice ci potrebbe elevare luminosamente, sarebbe di un infinitesimo aiuto qualora si ponesse lievemente nelle nostre menti e di lì in tutto il corpo poi sano.

Riuscire a sapere dell’intorno non immaginandolo soltanto per trasposizione della volontà di un ente sconosciuto potrebbe stendere su di una moltitudine di persone l’opportunità di coscienziare.

E ciò a volte può divenire un’opportunità, basta coglierla.

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Brightness

 

 

Bright è una pratica: essere Bright è un modo di condurre la propria vita.

I Brights non hanno un caposcuola e nessuno è discepolo. Ciascun Bright è dotato di una propria autonomia. Da ciò discende che il Bright insegna solo con la coerenza delle sue azioni.

â€L’elevazione del personale lume è qui ripresa in ampia parte da quanto al meglio potrebbero rendere le capacità di ogni singolo di ragionare della sua esistenza, in maniera pulita, totalmenteâ€

I Brights condividono e promuovono una visione naturalistica del Mondo che sia priva di elementi sovrannaturali.

Una visione naturalistica trova la sua pratica nello sviluppo armonioso dell’Individuo nell’ambiente sociale e nella natura intorno a sé; ciò richiede la sua consapevolezza dei condizionamenti culturali, delle ristrutturazioni mentali e dalle distorsioni cognitive a cui è soggetto a opera di “virus e mode culturaliâ€, denominati memi.

I Brights riconoscono in determinati memi entità capaci di inibire l’obiettivo esistenziale di ciascun Individuo a diventare ciò che realmente è.

â€L’elemento divino, che negli ultimi due millenni della nostra storia ci ha fortemente influenzato (ed in particular modo i deboli di coscienza), non può autonomamente elevarsi quale unica fonte di coscienza. L’opportunità regalataci dall’osservazione dimostra che sono nettamente labili i confini fra coloro che hanno manifestato nella loro esistenza una capacità visionaria dell’aldilà e/o di coloro che ne fanno parte, e fra coloro che per molteplici motivi sono stati VIOLENTATI nella loro vita perché non conformi a determinate fattezze o inclinazioni (considerate le uniche per un certo tempo o periodo storico) che non casualmente si sono venute a modificare per seguire le tendenze benestanti coeve. Siamo quelli che siamo e non è rispettoso nei confronti di noi stessi (intesi quali presenze in un complesso di elementi molteplici) ridurci col naso all’insù per cercare risposte a domande sbagliate.â€

I Brights si adoperano con il proprio comportamento, con il proprio intervento in qualsiasi circostanza e con la solidarietà attiva verso coloro che soffrono per inconsapevoli distorsioni della propria reale natura a opera di memi nocivi, a diffondere la consapevolezza dell’esistenza dei memi e dei loro effetti sulle cultura e personalità di ciascun Individuo.

I Brights, riconoscenti agli Illuministi del XVIII secolo per l’insegnamento, denunciano nei sistemi assolutistici, autoreferenziali, monocratici e dogmatici i terreni più fertili per la proliferazione e diffusione di memi nocivi.

I Brights si adoperano quindi per stimolare nella società:

  • una sana spiritualità, che affronti il senso e i residui misteri della vita senza la sottomissione acritica a dogmi religiosi;
  • sani rapporti sia umani che professionali, che sappiano recepire profondamente le evoluzioni scientifiche e tecniche nel rispetto dell’Essere Umano e del suo sviluppo mentale, spirituale e fisico;
  • sane scienze che, forti delle conoscenze già acquisite, si dimostrino sempre umilmente aperte a recepire idee nuove, critiche e rivoluzionarie.

I Brights prendono a motto e ispirazione:

  • l’insegnamento del filosofo Friedrich Nietzsche che ammonisce: «Lo scopo della Filosofia è individuare i limiti della ragione».
  • la figura di Giordano Bruno, martire del libero pensiero.

â€L’occasione che si presenta a seguito di un ragionamento del genere è ricca di elementi che possono essere considerati quasi irrispettosi verso le proprie credenze (agli occhi dei credenti assolutisti). Non c’è cosa più gradita del loro punto di vista per dimostrare concretamente quanto siano spesso in torto. La verità non è nelle parole che un lato o l’altro esterni per solo seguito ai propri convincimenti. Essa è frutto di una profonda introspezione e dialogo interiori, i quali portano alla presa di coscienza del singolo fra i plurali. Solo raggiunto un livello tale di concretezza-astrazione si può consapevolizzare e riuscire nell’intento di scopertaâ€

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trattato sull’espressione e l’esistenza – VI

 

 

wishes

 

Note e musiche concepite come stonate, echeggiano in senso inverso. Potrebbe essere solo una loro scorretta interpretazione, o meglio, perché costoro non si pongono ad ascoltare invece di credere di sapere già cos’è la vita? Inconsapevoli che differente dovrebbe essere sono a loro modo semplici misconoscenti di tante cause immobili e bisognose di carne, grazie a cui avanzare.

Eppure, io.

Credo nella condivisione del tempo. Oggi sono residente nel mio momento soltanto a metà perché circondato da passato e futuro. In passato altri sono stati e in futuro altri saranno, per cui quando sogno so che non è certa la sua futura realtà ne tanto meno la sua irrealizzabile eventualità. E’ insito nel sogno stesso la caratteristica di poter essere e al tempo stesso di non poter assolutamente non essere. Difatti, sono qui a ricordarmi delle vanità che avrei voluto e che oggi sono gradevolmente a respingere, ben felice che nulla di esse si sia mai avverata come quando in tempi passati alle mie speranze vociferavo. Inverso è invece il desiderio di qualcosa che con molta difficoltà si fa largo fra le ignavie attuali e che con la sua sola spinta riesce a portarmi al cammino, costantemente e senza pausa prego me stesso di preferire il più sano e condivisibile all’eccesso che solo privatamente farebbe godere delle sue virtù.

Ora sono fermo dinanzi la fabbrica del mio ricordo, sento soffi nuovi provenire da antiche rovine abbandonate dove il Sole non era solito tramontare, dove il cuore….

Perché? Son solo tempi andati?  E dopodomani?

No. Solo con belle e pazze parole si possono affrontare le carenze, quasi come non si stesse parlando di nulla ma soltanto di speranza. È questa una forza apparente che sovente si nasconde, si batte contro la volontà del suo stesso segreto. Alimenta troppe volte la causa per la quale ci sentiamo soli e senza coscienza – non certo incoscienti  - una causa da cui allontanarsi senza separarsene mai, perché diverrebbe una manchevolezza imperdonabile.

Spesso accade domani che non siamo quelli di ieri, ciò che ci riguarda, i nostri sogni, la nostra vita, i nostri pezzi. È sangue che scorre sulla pelle, è la capacità d’ognuno di chiedere aiuto e di tendere una mano per dare, per ricevere. Capita di perderci senza poterci fermare, impotenti ma capaci di sentire quello che gl’altri han da dire, da urlare.

Ma l’altri, chiusi in tutto, avvertono spari e simili in vicinanza loro. Non gridano mai aiuto, ma ne ammirano semplicemente la fascinosa idea che rappresenta per chi ne ha bisogno (non certamente solo in forma concreta).

Chi ama i pensieri sciolti com’io vorrei? Beh, quel qualcuno potrebbe parlarmi del suo fiato dannato, della sua prigionia? Perché non è raro che un mare celi le bugie, non so il motivo di tali trappole. Eppure la strada che segue quel vecchio sentiero coglie ognuno in flagrante e, ciò detto, si ritorna a casa invece di proseguire. Continuando si saprebbe cosa cambiare, spezzare e poi ricollegare, dobbiamo solo vederlo e sfacciatamente dimostrarlo. È quel “che†a ridarci la naturalezza del nostro pensiero, non alzando la voce ma sussurrando.

 

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